Information Technology

Il tuo backup sopravvivrebbe ad un attacco Ransomware?

Giulio Petillo
28 Gen 2026
2 min di lettura
veeam-backup
In un contesto dove il ransomware evolve con sofisticazione crescente, il concetto tradizionale di “backup” è obsoleto. Oggi le aziende necessitano di Data Resilience: la capacità non solo di salvare i dati, ma di garantire la loro integrità, immutabilità e disponibilità immediata in qualsiasi scenario di crisi.In MPF abbiamo standardizzato le nostre soluzioni di Disaster Recovery su Veeam Data Platform (Premium Edition), l’unica suite capace di orchestrare l’intero ciclo di vita del dato. Analizziamo le tre funzionalità critiche che differenziano una strategia di resilienza da un semplice salvataggio.

1. Scale-out Backup Repository (SOBR) e Immutabilità S3

La gestione dello storage di backup è spesso il collo di bottiglia della scalabilità. Veeam risolve questo problema con il SOBR (Scale-out Backup Repository), che astrae diversi dispositivi di storage in un unico pool logico. Ma la vera rivoluzione è nel Capacity Tier con Object Lock:

  • Immutabilità Nativa: Veeam integra il supporto nativo per l’S3 Object Lock. Questo significa che i backup spostati su object storage (on-premise o cloud) diventano di sola lettura per un periodo definito. Nemmeno un attacco ransomware con privilegi amministrativi può alterare questi blocchi.
  • Archiviazione Intelligente: Il sistema sposta automaticamente le catene di backup inattive su tier di archiviazione (come Azure Archive o Amazon Glacier), riducendo i costi di retention a lungo termine fino a 20 volte, senza intervento manuale.

 

2. Veeam CDP (Continuous Data Protection): RPO vicino allo zero

Per i carichi di lavoro Tier-1, perdere anche solo 15 minuti di dati (il tipico intervallo di uno snapshot) può essere inaccettabile. Veeam CDP elimina gli snapshot tradizionali intercettando le operazioni di I/O direttamente nel percorso dati di VMware vSphere.

Questo permette di replicare le VM critiche con un RPO (Recovery Point Objective) di secondi, non minuti. In caso di disastro, il failover è immediato, garantendo la continuità operativa per le applicazioni mission-critical senza perdita di transazioni.

 

3. SureBackup e SureReplica: La certezza del ripristino

Il terrore di ogni IT Manager è scoprire che il backup è corrotto proprio nel momento del restore. Veeam elimina questa incertezza con la tecnologia SureBackup®:

  • Testing Automatizzato: Il sistema accende le VM di backup in un ambiente isolato (sandbox), esegue test di avvio del sistema operativo, verifica le applicazioni e scansiona i dati con l’antivirus per escludere la presenza di malware dormiente.
  • Reportistica CRC: Solo se tutti i test passano, il backup viene marcato come “recoverable”. Non si tratta di sperare che funzioni, ma di averne la prova certificata ogni giorno.

 

Conclusione: Oltre il backup, verso l’orchestrazione

Con funzionalità avanzate come l’Instant VM Recovery (che riavvia una VM in produzione direttamente dal file di backup) e l’orchestrazione del failover one-click, Veeam trasforma il Disaster Recovery da procedura complessa a operazione routinaria.

 

Non aspettare l’incidente per testare la tua resilienza. Contatta gli specialisti MPF per progettare la tua architettura Veeam.

Scritto da

Giulio Petillo

Redazione MPF — Specialisti in soluzioni di stampa, IT e sicurezza per le aziende italiane.

Articoli correlati